Dopo quattro giorni di confronto serrato tra Fim, Fiom, Uilm e Federmeccanica-Assistal, è stato raggiunto l’accordo per il rinnovo del CCNL metalmeccanici 2025-2028, che interessa oltre un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori. L’intesa prevede un aumento complessivo dei minimi tabellari pari a 205 euro al livello medio C3, corrispondente a una crescita del 9,64%, superiore al tasso d’inflazione Ipca previsto. Le rate di incremento – di cui la prima già erogata dal giugno 2025 – proseguiranno fino a giugno 2028. Vengono inoltre potenziati i flexible benefit, che passano da 200 a 250 euro da corrispondere entro febbraio 2026.
Un risultato centrale del rinnovo è il mantenimento della struttura economica del contratto, con la conferma del meccanismo di adeguamento all’Ipca, dell’integrazione salariale aggiuntiva e della clausola di salvaguardia, studiata per proteggere i salari da eventuali picchi inflattivi. Tale sistema, già sperimentato nei precedenti rinnovi, continua quindi a garantire il potere d’acquisto dei metalmeccanici.
Accanto alla parte economica, l’accordo introduce significativi avanzamenti normativi. Sul tema della precarietà vengono rafforzati gli strumenti di tutela: è prevista una quota obbligatoria di stabilizzazione del 20% per l’utilizzo delle causali oltre i 12 mesi nei contratti a termine, mentre per i lavoratori in staff leasing viene introdotto il diritto all’assunzione a tempo indeterminato dopo 48 mesi di missione. Vengono inoltre definite in modo più chiaro le causali soggettive e oggettive per i contratti a termine e in somministrazione.
Il contratto segna un passo importante anche in tema di orario e condizioni di lavoro: parte una sperimentazione dedicata alla riduzione dell’orario, affidata a una commissione dedicata, e si riduce di 8 ore l’orario per il personale impegnato nei turni più gravosi. Migliora inoltre la gestione dei PAR, che potranno essere utilizzati con minori vincoli, inclusi tre episodi senza preavviso in caso di imprevisti.
Rafforzate anche le tutele per chi vive condizioni di particolare fragilità: nuove misure riguardano i lavoratori con patologie oncologiche o disabilità, sono stati ampliati i diritti in materia di salute e sicurezza – compresi formazione aggiuntiva per gli RLS, obbligo di analisi degli incidenti e quasi incidenti – e introdotti tre giorni di permesso retribuito per la malattia dei figli fino a quattro anni. È inoltre previsto un periodo di uno o due mesi di astensione per favorire il ricongiungimento familiare dei lavoratori migranti.
Sul fronte delle relazioni sindacali e della partecipazione, il CCNL rafforza il ruolo delle RSU, il diritto all’informazione nei grandi appalti, le norme sui cambi d’appalto e consolida il diritto soggettivo alla formazione, anche attraverso un potenziamento dello strumento “Metapprendo”.
I segretari generali di Fim, Fiom e Uilm sottolineano come il risultato sia frutto di una trattativa complessa, resa possibile anche dalla mobilitazione diffusa dei metalmeccanici, che con 40 ore di sciopero e manifestazioni nazionali hanno contribuito a sbloccare il negoziato dopo mesi di stallo. L’accordo, affermano, protegge i salari, rafforza i diritti e consolida il ruolo del CCNL come principale strumento di tutela in un contesto industriale segnato da difficoltà e trasformazioni profonde.